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Alitalia presto salva

Quello di Alitalia è uno dei cavalli di battaglia di Silvio: la favola inizia prima delle elezioni, quando Silvio dichiara che è pronta una cordata italiana per l’acquisto e che se verrà eletto non svenderà l’azienda ai francesi. Piovono smentite un po’ da tutte le parti, Silvio scantona, dice che guiderà la cordata lui stesso. Poi si ricorda del conflitto d’interessi e dice che saranno i suoi figli. Poi chiama in causa le banche. Tutti smentiscono puntualmente.

La Fiaba continua con le invenzioni estemporanee di Silvio: salta fuori l’ipotesi Aeroflot, poi si ritorna all’idea originaria di Air France, ma è tardi, visto che la compagnia francese ritira l’offerta. Per salvare capra e cavoli Silvio fa approvare dal governo Prodi un prestito di 300 milioni di euro alla compagnia di bandiera per garantirne l’operatività (Alitalia era in perdita di circa un milione di euro al giorno).

Ovviamente le compagnie concorrenti non apprezzano molto e neanche l’Unione Europea, che avanza immediatamente dei dubbi sulla liceità del prestito statale rispetto al mercato comune europeo. Giusto qualche giorno fa, l’UE ha ribadito che il finanziamento era illegittimo, quindi probabilmente ora dovremo pagarci anche delle multe su.

Proseguendo nell’onirica fiaba, Silvio arriva a dire che Alitalia la comprerà lo Stato italiano via Ferrovie dello Stato. Agghiacciante.

Di ieri è l’ultima sparata in cui Silvio, a distanza di 3 mesi dalla dichiarazione “Alitalia salva entro un mese” (il tempo vola), se ne esce dicendo che la soluzione è dietro l’angolo, quasi pronta, ma saranno necessari sacrifici. Si parla di 4000 esuberi, il doppio di quelli proposti da Air France e per cui si era gridato allo scempio.

Sinistro

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Archiviato in In attesa di smentita, Smentite

Ancora su Alitalia

Verrebbe da dire: Meno male che Silvio c’è.

Non sarei voluto tornare sulla questione Alitalia, mi sembrava tutto abbastanza chiaro, ma ieri Air France ha ufficialmente ritirato l’offerta.

Faccio un piccolo riassunto, per i dettagli potete riguardarvi i post precedenti: Alitalia sta fallendo, si decide di venderla ed il gruppo Air France-KLM si fa avanti con una proposta. L’unica proposta sul tavolo. In un impeto di patriottismo, Silvio sbeffeggia i possibili acquirenti e vaneggia di una cordata italiana che sarebbe interessata all’acquisto: viene smentito. Dice che se salirà al governo, non venderà mai ad Air France. Poi dice che ci potrebbe ripensare. Poi invita Putin in Italia e spunta l’opzione Aeroflot. Infine, ieri, Air France annuncia il ritiro ufficiale dell’offerta.

E’ finita qui? Assolutamente no.

Due sono le questioni che mi hanno particolarmente solleticato: da una parte c’è la richiesta pressante, da parte del PDL dell’approvazione da parte del governo (Prodi) di un prestito ad Alitalia (in contravvenzione alle norme europee che definiscono le politiche relative agli aiuti di stato alle aziende), così potranno dire che non sono stati loro a spillare altri soldi agli italiani, ma il governo comunista che li ha preceduti.

Dall’altra parte, invece, c’è l’accurata campagna mediatica per addossare al governo (Prodi) le colpe del fallimento della trattativa. Silvio è un uomo di spirito e vuole aggiungere al danno la beffa, il suo portavoce Bonaiuti dice che “L’abbandono della trattativa su Alitalia da pare di Air France è la logica conclusione di una vicenda nata male e condotta ancora peggio”.

Di fronte a tanta faccia tosta non posso fare a meno di inchinarmi.

Sapete come dice il detto: “hai voluto la bicicletta, ora pedala”? Be’, mi piacerebbe moltissimo che ora la Consob o direttamente la Comunità Europea costringessero Silvio a comprarsela veramente Alitalia, con la sua cordatina fantasma.

Sinistro

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