Writers in galera (e mafiosi in Parlamento)!

Nel nostro Bel Paese All’Incontrario succede anche che il Governo presenti delle proposte di legge per introdurre il reato penale del writing: se passeranno tutte, si rischieranno fino a due anni di carcere per aver imbrattato un muro.

La solita trovata di polso forte (ma per finta, dato che con pene di 2 anni, in carcere non ci si va), che fa impennare l’apprezzamento di questo paese di vecchi per questo governo di vecchi.

Tra l’altro, Silvio ama circondarsi di pregiudicati, quindi magari questo è un modo per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro… parlamentare.

Sinistro

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Io, se fossi in voi, non farei pubblicità sulla RAI

Pare che durante una cena con i suoi amici industriali italiani, Silvio si sia lasciato scappare un garbato invito a non fare pubblicità sulle reti pubbliche: “Mi chiedo come fate ad accettare che la Rai inserisca i vostri spot dentro programmi che diffondono solo panico e sfiducia”.

No, beh, strano eh? Se non la fanno sulla RAI, devono farla su Mediaset. Uno potrebbe anche vederci del conflitto d’interessi. Malelingue, maledette malelingue.

Sinistro

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Interverremo sugli stipendi

E’ importante seguire l’informazione di regime, leggendo tra le righe si possono trovare decine di micro-fiabe di Silvio.

Prendete, per esempio, questo articolo de Il Giornale: il governo sta studiando un intervento «a favore delle retribuzioni», compatibilmente con ciò che «i conti pubblici renderanno possibile».

Vi rendete conto? E’ fantastico… l’annuncio contiene già la smentita: compatibilmente con ciò che i conti pubblici renderanno possibile. I conti pubblici, si sa, sono il pallino di Tremonti. Lui li adora, ama giocarci, farli quadrare, farli sballare, falsificarli. L’ha già fatto in passato (e l’Unione Europea se l’è un po’ presa, ma quelli son tutti bacchettoni) e continuerà a farlo…

Così finirà, al solito, a tarallucci e vino: loro vorrebbero intervenire sulle retribuzioni, ma non potranno, a causa dei buchi lasciati dalla malvagia sinistra.

Sinistro

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Manderò la polizia nelle scuole… anzi no

Negli ultimi giorni l’attenzione è concentrata sulla cosiddetta riforma Gelmini (comunemente intesa come riforma Tremonti) e sulla scuola.

In risposta alle prime occupazioni, Silvio ha prima minacciato la linea dura, smentendosi poi immediatamente (sennò che Fiaba di Silvio sarebbe?) dopo essere stato sputtanato anche dai suoi.

Nel frattempo Cossiga, ricordando i bei tempi di Gladio, dichiara che il governo sta sbagliando a minacciare l’invio della polizia: dovrebbe infiltrare il movimento con provocatori pronti a tutto e poi massacrare tutti, professori e studenti.

Gli studenti continuano ad occupare e a cercare soluzioni, forse sono l’unica forza rimasta nel paese. Confidiamo in loro.

Sinistro

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Salviamo i Giudici!

Le malelingue dicono che Silvio ce l’ha coi giudici. Non è mica vero, una delle ultime proposte è una legge su misura per un amico (degli amici), che ha annullato tanti processi di mafia e che potrà aspirare alla carica di Presidente della Cassazione.

Giustamente, va premiato.

Sinistro

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Non vendete le azioni!

Silvio invita tutti gli investitori a mantenere le proprie azioni, a non venderle, perché in circa due anni torneranno al livello precedente (io non capisco niente di finanza, ma a occhio due anni mi sembrano un mucchio di tempo).

Inoltre continua ad assicurare che gli italiani non perderanno una lira a causa dell’attuale crisi (palesemente falso, dato che le borse sono scese del 20% in pochi giorni e quindi qualcuno avrà già perso di sicuro) e che il governo aiuterà le banche (coi soldi nostri, ovviamente).

Nel frattempo torna in campo il solito cavallo di battaglia della riduzione delle tasse (che è una misura impossibile, l’abbiamo già detto e ripetuto).

Mi sembra che uno spettro aleggi dietro queste misure, uno spettro di nome Argentina.

Sinistro

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Ipocrisia è il mio secondo nome

In effetti questa è una Fiaba che coinvolge più il Giornale di Silvio (anzi, del fratello di Silvio), che Silvio stesso.

2 Ottobre 2008: Crisi, Tremonti: “Per l’Italia rischi contenuti”

6 Ottobre 2008: Borse, è tracollo: in fumo 450 miliardi

Fortuna che i rischi erano contenuti.

Nel frattempo Unicredit vara un aumento di capitale di quasi 7 miliardi di euro. Ora, se cercate “cos’è un aumento di capitale” o “perché si fa un aumento di capitale” su Google o Yahoo non otterrete grandi risposte. Qualcuno dei lettori sa rispondere? Secondo me non è una roba che fa un’azienda “sana” (o almeno il tempismo è quantomeno sospetto). O sì?

Sinistro

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Io, Capo dello Stato? Perché no?

Negli ultimi tempi le voci che parlano di una possibile corsa al Quirinale da parte di Silvio si sono fatte più pressanti.

Veltroni, in un momento di lucidità, aveva risposto a tali voci con: “[Il Quirinale] È un luogo dove devono esserci figure che garantiscano la Costituzione, conoscano le regole del gioco, rispettino le opinioni di tutti, accettino il dissenso. Tutto ciò che Berlusconi non è”.

Silvio si è lasciato scappare un “Uno con la mia storia perché non dovrebbe pensarci”.

A me vengono in mente almeno un paio di motivi.

Sinistro

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Lo scudo spaziale economico

Mentre i governanti degli altri paesi europei (Francia, Gran Bretagna, Germania) si affrettano a rassicurare sia le banche che i cittadini, dicendo che la situazione è grave, ma interverranno in modo da sostenere l’economia, Silvio e Giulio ci raccontano l’ennesima Fiaba, dicendo che l’Italia è sostanzialmente immune e non verrà scalfita dalla catastrofe che ha fatto fallire banche e assicurazioni in tutto il mondo.

Rimaniamo fiduciosamente in attesa di smentita.

Sinistro

P.S.: la vignetta è di gavavenezia

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Voglio più decreti!

La Fiaba principe di questi ultimi giorni è sicuramente quella che narra di come Silvio abbia esternato il suo desiderio di poter legiferare più velocemente, usando decreti legge più che leggi ordinarie. Eventualmente, se non fosse possibile abusare dei decreti, si potrebbe rivedere l’iter burocratico applicato ai disegni di legge.

Ora, per capire che cosa significa, bisognerebbe che la maggior parte dei cittadini italiani fosse edotta sul funzionamento del Parlamento, ma per fortuna nessuno si occupa di informarci al riguardo.

In effetti, basterebbe perdere cinque minuti su Wikipedia. O continuare a leggere.

Il decreto legge (abbreviato con d.l.) è un atto normativo avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità ed urgenza dal Governo, ai sensi dell’art. 77 della Costituzione della Repubblica italiana. (per approfondimenti, si veda l’articolo completo).

Per la legge ordinaria non c’è una definizione. Cos’è una legge ordinaria? E’ una legge. E per essere approvata deve seguire un determinato percorso che prevede l’esame della legge stessa da parte del Parlamento.

La differenza fondamentale sta nel fatto che il Decreto Legge viene applicato da subito, per 60 giorni, espropriando di fatto il Parlamento del suo compito (cioè Fare Le Leggi), quindi Silvio sostanzialmente vuole levarsi dalle scatole questo scomodo Parlamento e queste ultime, inutili, spoglie di democrazia.

Sinistro

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