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Salviamo i Giudici!

Le malelingue dicono che Silvio ce l’ha coi giudici. Non è mica vero, una delle ultime proposte è una legge su misura per un amico (degli amici), che ha annullato tanti processi di mafia e che potrà aspirare alla carica di Presidente della Cassazione.

Giustamente, va premiato.

Sinistro

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Ipocrisia è il mio secondo nome

In effetti questa è una Fiaba che coinvolge più il Giornale di Silvio (anzi, del fratello di Silvio), che Silvio stesso.

2 Ottobre 2008: Crisi, Tremonti: “Per l’Italia rischi contenuti”

6 Ottobre 2008: Borse, è tracollo: in fumo 450 miliardi

Fortuna che i rischi erano contenuti.

Nel frattempo Unicredit vara un aumento di capitale di quasi 7 miliardi di euro. Ora, se cercate “cos’è un aumento di capitale” o “perché si fa un aumento di capitale” su Google o Yahoo non otterrete grandi risposte. Qualcuno dei lettori sa rispondere? Secondo me non è una roba che fa un’azienda “sana” (o almeno il tempismo è quantomeno sospetto). O sì?

Sinistro

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Se Alitalia fallisce, la responsabilità sarà dei sindacati

Ancora una volta, le doti di affabulatore di Silvio emergono prepotentemente. Grazie ai media da lui controllati, sta facendo sapere a tutti che se l’Alitalia fallirà, sarà solo e unicamente per colpa dei sindacati.

Poveri sindacati, mi fanno tenerezza. Erano associazioni nate per tutelare i lavoratori da una posizione di forza (il “ricatto” della “mobilitazione”, dello “sciopero”), oramai sono unicamente degli spaventapasseri senza alcun potere, spesso collusi con i capi delle industrie a cui dovrebbero cercare di opporsi. E in più non possono neanche trattare da una posizione di forza: che gliene importa ad un’azienda se i lavoratori scioperano? Tanto meglio, li si licenzia tutti e si sposta la produzione in Bulgaria o in Cina.

Così i sindacati devono inghiottire il boccone amaro, e sorridere, pure. Ringraziare che domani ci saranno ancora, dei posti da sindacalisti. Per tutelare dei lavoratori. Niente lavoratori, niente sindacalisti. L’equazione è facile da risolvere.

L’esempio vale ancor di più per Alitalia, un’azienda sull’orlo del fallimento, che verrà svenduta ai soliti furbetti italiani, quelli che hanno i soldi non perché hanno fiorenti aziende, ma perché hanno talmente tanti debiti che le banche non possono far altro che concedergli altri prestiti, sperando di veder tornare, un giorno, almeno in parte, quei soldi.

Certo, Alitalia era un boccone prelibato per questi Signori del Cemento (che è l’unica cosa con cui si fanno soldi, in Italia) e Silvio ha manovrato (fin dall’inizio, facendo naufragare l’offerta Air France?) per consegnargliela su un piatto d’argento in modo che potessero giocherellare a smembrarla per 5 anni e poi filarsela col malloppo.

E’ il solito copione italiano, la stessa solfa già vista con Telecom, con FS (il cui servizio fa sempre più rabbrividire e la cui offerta peggiora di giorno in giorno), Autostrade e tutte le varie privatizzazioni che non privatizzano sul serio, ma continuano a pesare sulle tasche dei cittadini, per anni.

E la colpa sarà dei sindacati. Perché così hanno decretato la televisione e la stampa di Silvio.

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La Russia può fare quel che vuole

Nessuna sanzione contro la Russia per l’attacco contro la Georgia.

Silvio ha dichiarato: “Abbiamo superato quello che poteva essere un momento pericoloso per l’Ue, ossia che l’Ue accogliesse le volontà di alcuni dei paesi, soprattutto quelli che sono stati sottomessi all’ex Urss, di chiedere sanzioni alla Federazione Russa, sulla base di una versione dei fatti che vede la Russia largamente colpevole rispetto alla Georgia”.

Morale della favola: se hai il gas e il petrolio, puoi bombardare chi ti pare.

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Alitalia è una scommessa vinta

Così titola il Giornale di Silvio. Ah, scusate, del fratello di Silvio.

Ovviamente non tutti la pensano così, per esempio i sindacati non sono molto felici dei 7000 esuberi prospettati (contro i 2000 del piano Air France), ma Silvio ribatte che questa è l’unica soluzione possibile (sarebbe brutto sottolineare che l’altra soluzione l’ha fatta naufragare proprio lui) e anche tutti gli italiani che pagano le tasse (quindi non quelli che votano Silvio) temono che il peso dell’Alitalia finirà per gravare sulle loro tasche.

Una scommessa vinta, un successo su tutta la linea. Per un ottimo riassunto-commento su tutta la vicenda, vi segnalo questo interessante articolo di Gianni Rossi.

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Gheddafi è un amico!

Riprendiamo in mano il filo delle Fiabe di Silvio degli ultimi tempi. La Libia. Il famoso “scatolone di sabbia” (in cui poi avrebbero trovato il petrolio, ma non faceva già più parte dell’Impero Italiano).

Silvio è stato a trovare l’amico Gheddafi (qualche anno fa Libero titolava “Gheddafi regala una villa a Berlusconi: stima internazionale per il premier”, ma non riesco a trovare l’articolo) ed ha siglato un accordo che mette la parola “fine” sul passato coloniale del nostro paese in Libia.

5 miliardi di dollari in 20 anni sono il risarcimento stabilito (soldi che “serviranno alle imprese italiane”, come appare in un’Ansa: infatti gli aiuti andranno spesi comprando servizi e beni dall’Italia…) e pare che al contempo Silvio abbia promesso che non permetterà agli Stati Uniti di usare le basi italiane per bombardare la Libia (come se avessimo scelta).

D’altra parte, Gheddafi ha promesso di ridurre gli sbarchi di clandestini in Italia (evidentemente li gestisce lui) ed ha dichiarato che il nostro paese avrà la precedenza su petrolio e gas. Ah, ecco.

Do ut des.

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Vi svelo il mio piano per Alitalia

Finalmente Silvio ha rotto gli indugi e ha svelato, durante una cena coi leader del PDL, la sua soluzione per Alitalia: si manderanno a casa 5000 lavoratori (alcuni titoli sui giornali arrivano a 7000), contro i circa 2000 esuberi del piano Air France, e si creerà una compagnia a parte a cui addossare i debiti.

In pratica nascondono tutta l’immondizia sotto il tappeto, come hanno fatto a Napoli.

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